L’ennesimo sequestro di alimenti avariati, questa volta frutta proveniente dalla Bulgaria, mette ancora più in evidenza l’intenso traffico di prodotti agroalimentari che interessa la frontiera italo-slovena e l’importante ruolo di vigilanza delle autorità preposte alle quali va il plauso di Coldiretti per la puntuale azione che giornalmente svolgono a tutela della sicurezza alimentare del consumatore e a difesa del vero made in Italy.
Il presidente di Coldiretti Gorizia Antonio Bressan e il direttore Ivo Bozzatto esprimono soddisfazione per il risultato della operazione di sequestro che qualche giorno fa ha interessato un trasporto di frutta avariata proveniente dalla Bulgaria, ma nel contempo manifestano preoccupazione per un fenomeno che incomincia ad essere preoccupante. Ricordano in tal senso un sequestro simile, avvenuto nel mese di maggio, in questo caso di cosce di prosciutto, sempre provenienti da paesi esteri e transitati sempre per il confine italo – sloveno.
“Questo fenomeno – riprendono Bressan e Bozzatto – rappresenta un grave danno per le produzioni agroalimentari italiani e un grave rischio per la salute del consumatore con gravi danni per le imprese italiane. In questo caso ci troviamo davanti ad una partita di frutta che probabilmente avrebbe provocato, se immessa sul mercato, danni alla salute, frutta che, una volta attraversato il confine, sarebbe potuta diventare “italiana” all’interno di quell’enorme fenomeno dell’italian sounding, ovvero di quel furto di identità a cui sono sottoposti i cibi italiani.
A livello mondiale questo fenomeno vale 60 miliardi di euro, ovvero 164 milioni di euro al giorno, circa 2,6 superiore rispetto all’attuale valore delle esportazioni italiane di prodotti agroalimentari, Numeri importanti, anche alla luce della crisi economica che il nostro Paese sta attraversando.
18 Settembre 2013
COLDIRETTI PLAUDE ALL’ENNESIMO SEQUESTRO DI ALIMENTI AVARIATI SUL CONFINE ITALO–SLOVENO